
I sepolcri etruschi di Pian di Palma, situati sul versante destro dell'Albegna vicino a Saturnia, rappresentano una delle testimonianze archeologiche più affascinanti della Maremma, purtroppo in gran parte devastata nel corso dei secoli. Queste tombe, un tempo numerosissime, sono state per lo più saccheggiate, distrutte o trasformate in rifugi per animali, rendendo rara la possibilità di osservare esempi ben conservati.
Le tombe superstiti
Le tombe superstiti si trovano in due zone principali: il Campo della Fame, poco oltre il ponte sull'Albegna, e il Puntone, raggiungibile tramite una strada segnalata. In quest'ultima area si trovano le uniche tombe "costruttive" ancora visibili: ampie camere funerarie in travertino monolitico, accessibili tramite corridoi (dromoi) di lastroni. Alcune sono a cella doppia, con un pilastro centrale di sostegno, e venivano originariamente coperte da tumuli di terra.
Le tombe ipogee
Accanto a queste, sono presenti anche tombe ipogee, scavate nella marna e spesso dotate di panche per i corredi funerari, accessibili tramite lunghi corridoi sotterranei e probabilmente sormontate da cippi in tufo vulcanico proveniente da Statonia.
Testimonianze e tutela
Le testimonianze raccolte nel corso del tempo — da studiosi come George Dennis, che ne riconobbe il valore già nell'Ottocento, fino alle indagini del Novecento — confermano l'origine etrusca dei sepolcri, sebbene alcuni studiosi in passato li ritenessero di epoca più arcaica.
Oggi, ciò che resta è oggetto di tutela da parte della Soprintendenza Archeologica della Toscana, affinché quel "cimitero integrale" non venga dimenticato, ma possa continuare a raccontare la storia millenaria della civiltà etrusca in Maremma.
